Secondo me sbagli perché se mancano tutte le firme dei proprietari quel documento non vale. Non si può sostenere che vale solo per chi l'ha firmato e quelli che non l'hanno firmato godono ugualmente dei benefici. Quella scrittura privata non è un Contratto Collettivo di Lavoro che vale Erga Omnes (cioè per tutti i lavoratori inquadrati in quel contratto). Quella lettera è un tentativo di dare più efficacia esecutiva di una disposizione testamentaria che se fosse stata redatta sarebbe stata corretta da un giudice. I motivi li ho già spiegati nel mio intervento precedente.
Vedi si vede che tu, come tuo padre, credi che quello che pensi sia giusto e lecito: le spese per la sanatoria vanno divise secondo la percentuale di proprietà della casa e non in parti uguali.
Va bene che del "senno di poi ne sono piene le fosse" tuttavia consentimi questa considerazione: tua madre, che aveva un bel gruzzoletto, avrebbe dovuto rilevare la proprietà delle figlie di primo letto di tuo padre; così facendo sarebbe diventata proprietaria di metà terreno e di metà della casa successivamente costruita. Alla sua morte voi tre figli avreste avuto 2/3 di 1/2 cioè 1/3 di casa da dividere in parti uguali cioè 1/9 a testa.
Quando poi è morto anche tuo padre, la sua proprietà consistente in (1/2 già suo + 1/3 di 1/2 ereditato dalla moglie) 2/3 di casa, sarebbe stata divisa in parti uguali tra i 5 figli. Così i figli di primo letto avrebbero avuto la proprietà indivisa di 6/45 ( equivalenti a 2/15) di casa; mentre i tre figli di secondo letto avrebbero avuto (1/9 + 2/15) 11/45.
Riprova (non mene voglia #Franci63) : 6/45+6/45+11/45+11/45+11/45 = 45/45 tutta la proprietà. Così tutti sarebbero stati felici e contenti.