schumann

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Proprietario Casa
Ho scoperto che ,relativamente alle spese per l'acqua, l'amministrazione ha aumentato il numero degli occupanti del mio appartamento a 5 persone, senza darmene alcuna comunicazione. Uso l'appartamento per affitti brevi da 2 anni ed effettivamente è predisposto per massimo 5 persone, ma è un'evenienza rara e ci sono periodi in cui non c'è nessuno, pertanto sarebbe ragionevole indicare 3-3 persone, come media. Ma quello che contesto prioritariamente è la modalità silente con cui è stata fatta la modifica. L'amministrazione si rifiuta di rispondere ai miei interrogativi: chi ha deciso, quando e perché la modifica silente del numero dei miei occupanti? È legittimo tutto questo?
 
chi ha deciso, quando e perché la modifica
Ho visto in passato che spesso gli amministratori danno fiducia totale ad alcuni condomini, quelli sempre presenti in assemblea, quelli che scocciano di più...ecc..
Probabilmente in assemblea qualcuno avrà detto che da te c'è molto via vai, che ci sono sempre molte persone, e così via e lui ha aumentato d'ufficio il numero. Se ti riesce partecipa anche tu alle assemblee così puoi difendere i tuoi interessi.
Una volta in assemblea una condomina aveva portato la foto dei nomi sulla cassetta delle lettere di un altro (un signore cinese) che pagava l'acqua per 2 persone: sulla cassetta delle lettere i nomi erano 8 e l'amministratore si è adeguato. Ma lì c'erano le prove..
Forse se tu hai traccia, dalle registrazioni degli ospiti, di quante persone transitano in media nel tuo appartamento, riesci a convincere l'amministratore.
 
Grazie per le risposte! È proprio così, Elisabetta, un meccanismo psicologico naturale che prevale su un ideale imparziale e legalista e hai indovinato: diserto da qualche anno le assemblee per il disagio verso un crescente mobbing leggero nei miei confronti, ben prima che adibissi l'appartamento in un famigerato B&B. L'amministratore è reticente, per non dire omertoso, verso tutti i miei quesiti su questo e altre cose in cui vedo doppi standard e dispettucci e mi invita a venire in assemblea.
 
Se il criterio di ripartizione in base al numero di occupanti non è contenuto in un regolamento di natura contrattuale, l'unico criterio legale è quello generale ex art. 1123, comma 1, c.c. (ovvero quello millesimale).
Si va a persone, quello che contesto è l'attribuzione silente del numero di persone nel mio appartamento, senza consultarmi, né comunicarmi alcunché, e contesto l'arroganza e l'indisponibilità da parte dell'amministrazione a prendere in considerazione la mia opposizione.
 
l'amministrazione ha aumentato il numero degli occupanti del mio appartamento a 5 persone
Ma che razza di criterio è quello di far pagare l'acqua in base alla presunzione delle persone che occupano l'immobile, che, peraltro, può variare continuamente, anche per periodi di vacanza o di lavoro.
L'acqua è come il gas o la corrente elettrica: più consumi, più paghi. Quindi la cosa migliore sarebbe il calcolo a consumo mediante contatori a defalco.
Mi chiedo, però, se un condòmino possa imporre (anche eventualmente davanti al giudice) una modifica di questo genere, passando da un calcolo "a persona" (o, in molto casi, a millesimi di proprietà o in parti uguali, altra incongruenza) a un calcolo a consumo, soprattutto se ogni immobile ha già un contatore individuale.
In un condominio l'amministratore, con delibera a maggioranza, ha imposto a tutti i condomini di installare un contatore e, da allora in poi, ha conteggiato le spese idriche in base ai consumi invece che in parti uguali; ne sono venute fuori delle belle: condomini che consumavano moltissima acqua (innaffiavano il loro giardino) e altri che non consumavano quasi nulla (due coniugi anziani soli).
 
Si va a persone
E' un problema che si presenta in alcuni condomìni quando un appartamento viene adibito a b&b - casa vacanze.

In un caso analogo al tuo (il RdC prevede l'addebito del consumo acqua in base al numero di persone che occupano ogni u.i.) l'assemblea condominiale ha deliberato che il proprietario deve pagare una quota maggiore di spese, compreso il consumo dell'acqua, per maggior uso delle parti comuni (ascensore, ecc) se destina il suo appartamento a b&b - affitti brevi.
Anche se si tratta di un uso potenziale; quello effettivo deve essere dimostrato dal condòmino.
La norma a cui si sono appellati è l'art. 1123 Cod.Civ.

Controlla se nel tuo condominio è stato deliberato qualcosa del genere.
In caso positivo l'addebito è legittimo, ma puoi contestarne l'entità dimostrando il periodo e il numero di persone che effettivamente occupano il tuo appartamento. Mostra le comunicazioni che che invii alla Questura, Comune, ecc in ottemperanza alle norme vigenti.
 

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