Stento a credere che il Comune possa limitare l'uso della proprietà privata con separazioni precarie delle aree cortilizie. E' la prima volta che leggo un divieto simile e sinceramente sono propenso a pensare che abbia riportato la disposizione in modo improprio.
secondo me il regolamento si riferisce ad enti comuni quindi essendo comuni non possono avere limitazioni dello spazio, ovvio che se si procedesse a divisioni, il concetto "cortile comune" cadrebbe
 
Allora, se volete rientrare nella legalità, dovete procedere ad una divisione ufficiale e non ufficiosa dell'area con atto di frazionamento. Ovviamente una simile cosa non può esser fatta unilateralmente.
" Per tutte le corti non sono ammesse divisioni interne, nemmeno precarie, delle aree inedificate a mezzo di recinzioni, muretti, siepi o altro."
Se la norma fosse confermata: non sono ammesse divisioni interne, non è possibile procedere ad una divisione dell'area, ne con atto pubblico, ne per accordi con scrittura privata da formalizzare successivamente con la stipula notarile.
 
secondo me il regolamento si riferisce ad enti comuni quindi essendo comuni non possono avere limitazioni dello spazio, ovvio che se si procedesse a divisioni, il concetto "cortile comune" cadrebbe
Tu sei intervenuto mentre scrivevo e non ti ho potuto leggere prima.
Nel cortile comune i proprietari possono convenire di lasciare una parte a chi possiede un animale e l'altro, avendo dei figli piccoli vuole evitare il contatto diretto. In questa ipotesi, come si fa a soddisfare le due esigenze senza intervenire con un separé?
Sono convinto che il Regolamento edilizio non possa imporre questi vincoli. Diverso è realizzare una recinzione "ingombrante e troppo alta".
 
Quelle citate sono le esatte parole del Regolamento ...
Eppure io sono convinto che tu hai ragione. Permettere al vicino di portare a termine il suo intento significherebbe "distruggere" il concetto di "Corte Comune".
"Spaccare" in due l'area cortilizia comune potrebbe, per esempio, impedire l'attività di trebbiatura, o altre attività specifiche del trattamento e della lavorazione dei frutti della attività agricola.
 
Eppure io sono convinto che tu hai ragione. Permettere al vicino di portare a termine il suo intento significherebbe "distruggere" il concetto di "Corte Comune".
"Spaccare" in due l'area cortilizia comune potrebbe, per esempio, impedire l'attività di trebbiatura, o altre attività specifiche del trattamento e della lavorazione dei frutti della attività agricola.
Nel catasto terreni il fabbricato rurale con la sua corte deve essere separato dai terreni coltivati per destinazione: seminativo. vigneto. mandorleto, uliveto, pascolo, ecc. ecc...
 
Gugli visto la gentilezza del vicino io tutto sommato che lui si nasconde dietro a una siepe quasi quasi mi farebbe piacere, meno contatto hai e meglio è, poi le problematiche del suo gesto un domani sono sue, ma certamente potrebbe esserci un'altro motivo, non menzionato, che a te non conviene che ci sia la divisione ma valuta bene.
 

Gratis per sempre!

  • > Crea Discussioni e poni quesiti
  • > Trova Consigli e Suggerimenti
  • > Elimina la Pubblicità!
  • > Informarti sulle ultime Novità

Le Ultime Discussioni

Indietro
Top