Non pensi che da parte dell'amministratore, non ci sia stato un comportamento quanto meno scorretto?
Anche io non faccio l'amministratore di condominio, ma per il tipo di attività che svolgo ho a che fare con le beghe dei condomini.
Io credo che certe persone pensano che l'amministratore debba comportarsi come un padre padrone: cioè debba sapere tutto quello che accade nel condominio che amministra; acnhe quello che non c'entra con l'amministrazione del condominio. Se l'amministratore non abita nel condominio viene a sapere certe situazioni solo se viene contattato da un condomino, oppure se l'argomento viene portato in assemblea. Altrimenti vive nella ignoranza più completa.
Quando un conduttore lascia l'appartamento pensate che chiami l'amministratore per informarlo? E, quando viene fatto il trasloco, pensate che chi va via informi gli altri abitanti del palazzo lasciando i propri recapiti e l'indirizzo della azienda che esegue il trasloco? Oppure pensate che qualcuno dei condomini annoti scrupolosamente il nome ed il numero di telefono del traslocatore o che gli chieda questi estremi per eventualmente rintracciarlo ed imputargli i danni da lui cagionati durante il trasloco? Il fatto è che la gente fa e se ne va.
A proposito della passeggiata nozionistica di diritto ti racconterò un fatto realmente accaduto più di 30 anni fa.
In un tardo pomeriggio assolato di luglio un automobilista, che si trovava incollonnato nella fila di automobili che rientrano a Roma dal mare percorrendo l'aurelia, stufo di stare nella colonna che non si muoveva, visto che si trovava in prossimità di un incrocio, decide di svoltare a sinistra per imboccare la complanare. Nel momento che effettua questa manovra sopraggiunge una vespa 50 guidata da un quindicenne che portava a bordo una ragazza quattordicenne. Lo scooter risaliva la colonna di auto contromano essendo stato provato dai rilievi che viaggiava oltre alla doppia linea continua. I mezzi si scontrano, e chi stava sulla vespa, data anche la velocità, la motoretta risulterà poi modificata, ha la peggio. Lui si rompe una spalla lei si rompe un femore. Sopraggiunge la Polizia della strada che dopo aver fatto i rilievi stabilisce un concorso di colpa dell'incidente così distribuito: 25% all'automobilista perché aveva svoltato senza mettere la freccia, 75% allo scooterista perché viaggiava contro mano e a velocità superiore a quella consentita. La passeggera fa causa allo scooterista per essere risarcita dei danni, anche se lei viaggiava in dispregio delle norme allora vigenti del codice della strada che proibiva sui ciclomotori di 50cc di portare passeggeri. Lo scooterista non aveva ovviamente una assicurazione per i trasportati. Allora cosa hanno fatto? hanno chiamato in causa l'automobilista per essere risarciti tutti e due (perché l'assicurazione non assicurava il conducente ma solo i danni verso terzi). Sai come è terminata? che in barba alla responsabilità attribuita all'incidente, l'assicurazione dell'automobilista è stata condannata a pagare il 100% dei danni sia alla passeggera che allo scooterista. Perché il giudice ha argomentato che i danni causati alle persone sono stati cagionati da un fatto illecito compiuto assieme da automobilista e scooterista e che questa associazione nel compiere l'atto illecito li vincola in solido nel risarcimento dei danni provenienti dall' illecito stesso.
Quindi come vedi hai scritto bene ma di ragione non mi sembra che tu ne abbia molta.