1. Capita l’agente che, avendo visto e valutato l’immobile, sostiene di avere già praticamente in tasca un acquirente al prezzo giusto. In molti casi potrebbe essere una tecnica di marketing per accaparrarsi clienti ma concediamo il beneficio del dubbio e supponiamo di voler verificare se sia reale o un bluff. In tal caso, non volendo impegnarsi su lunghe durate, secondo voi è praticabile un incarico *nominativo* al mediatore? Per “nominativo” intendo limitato esclusivamente alla vendita alla persona da lui segnalata, da indicare appunto nell’incarico.
2. Seconda domanda. Situazione un po’ simile, ma ci troviamo di fronte un consulente immobiliare, così si presenta, incaricato da investitori per la ricerca di appartamenti che rientrino in certi parametri. Dice che può proporre il nostro appartamento agli investitori in questione, e non chiede un nostro incarico. In tal caso, accettare che porti dei visitatori si configura come incarico verbale suscettibile di provvigione? È bene mettere per iscritto, quantomeno con scambio di messaggi, il suo “nulla a pretendere” (né provvigioni né penali né rimborsi spese) dal venditore che gli apre la porta di casa?
2. Seconda domanda. Situazione un po’ simile, ma ci troviamo di fronte un consulente immobiliare, così si presenta, incaricato da investitori per la ricerca di appartamenti che rientrino in certi parametri. Dice che può proporre il nostro appartamento agli investitori in questione, e non chiede un nostro incarico. In tal caso, accettare che porti dei visitatori si configura come incarico verbale suscettibile di provvigione? È bene mettere per iscritto, quantomeno con scambio di messaggi, il suo “nulla a pretendere” (né provvigioni né penali né rimborsi spese) dal venditore che gli apre la porta di casa?